V° premio internazionale
"Bonifacio VIII"
Anagni 10 novembre 2007

 

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Tra gli illustri premiati della sezione internazionale Gianni Letta, Mario Baccini e Antonio Catricalà.

V edizione del Premio Bonifacio VIII: conquistata la meta prefissata.

Il successo riscosso tra la cittadinanza ha confermato l’importanza di questa manifestazione di alto livello.

La meta è stata conquistata. L’Accademia Bonifaciana, rappresentata dal presidente Cav.Dott. Sante De Angelis, può ritenersi più che soddisfatta. Ma è qualcosa di più di semplice soddisfazione quando la meta di cui stiamo parlando era stata suggerita dal Santo Padre Giovanni Paolo II in persona, che in occasione del conferimento di un premio ormai storico auspicò che “l’Accademia Bonifaciana contribuisca con ogni sua utile iniziativa alla costruzione di un mondo più giusto e fraterno, nella promozione degli autentici valori umani e cristiani, e che il “Bonifacio” diventi il segno nel mondo di una vera cultura della Pace ed un momento insostituibile e di grande prestigio per promuovere la terra di Ciociaria…” Questa V edizione ha dimostrato che l’input del caro Papa Wojtyla è stato seguito e continuerà ad esserlo, perché la manifestazione del 10 novembre è stata si una meta, ma non intesa come punto di arrivo, come fine ultimo, ma come prosieguo di un’attività costante per una cultura della pace che non và mai abbandonata, sottovaluta, ma va tenuta in grande considerazione. Proprio per questo, anche quest’anno, il titolo del Premio Bonifacio VIII non poteva che essere questo, “per una cultura della pace” appunto, una frase che l’Accademia ha innalzato a suo personale motto. Ogni edizione che passa si allargano gli orizzonti e i confini dell’attività dell’associazione di Sante De Angelis che si avvicina a grandi passi a divenire un “segno nel mondo” – riprendendo ancora una volta le parole di Giovanni Paolo II – poiché non è solamente una riconosciuta ed apprezzata realtà locale; il sodalizio anagnino, che ha sede nel palazzo papale della città, grazie alla istituzione dei due premi, nazionale e internazionale, ampia il suo raggio d’azione oltre le mura cittadine, oltre la penisola italiana, e ne è forte testimonianza la dichiarazione pubblica del presidente De Angelis, durante la manifestazione, di una sua imminente visita in Libano, a Beirut, per incontrare il contingente italiano in missione in quei e luoghi ed altra prova di questa crescita è la folta rosa dei premiati di questa edizione. Personaggi italiani del calibro dell’On. Dott. Gianni Letta, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei governi Berlusconi nonché affermato e stimato giornalista, del Vice Presidente del Senato Mario Baccini, dell’Avv. Prof. Antonio Catricalà, presidente dell’autorità garante della concorrenza e del mercato e di altri nomi illustri di protagonisti indiscussi, per loro merito, a livello internazionale. Una serata cosi non può dimenticarsi e per rimanere impressa, sia fisicamente che sentimentalmente, è stato emesso per l’occasione anche uno speciale annullo filatelico dalle Poste Italiane, distribuito durante la cerimonia di premiazione dagli impiegati dell’ufficio postale anagnino. Raffigura il volto di profilo di Bonifacio VIII e ricorda con una scritta la V edizione del premio e il 704° anniversario della perdonanza bonifaciana. Proprio quest’ultima ricorrenza è stato un altro dei punti focali del premio di quest’anno, tant’è che è stata nuovamente riportata ad Anagni la “Bulla Indulgentiarum” di Bonifacio VIII – il manifesto della sua “politica” di perdonanza e indulgenza sfociata poi nel famoso primo giubileo della storia da lui indetto – proveniente dalla diocesi dei Marsi, luogo che intreccia la sua storia con quella della Ciociaria. In realtà l’Accademia aveva avuto a che fare con questo prezioso documento già in due precedenti occasioni: nella cerimonia dell’anno scorso dove la Bulla, in occasione del premio bonifacio, venne consegnata nella mani del Cardinale Paul Paupard e quest’estate, quando una sua delegazione è stata invitata al Corteo Storico Bulla Indulgentiarum tenutosi a Cerchio, nel territorio marsicano. Ma torniamo ora al cuore del discorso. Il 10 novembre è stato il giorno culminante del Premio Internazionale che è cominciato il 3 con la presentazione ufficiale nella Sala dello Schiaffo del palazzo Bonifacio VIII dove è stato anche inaugurato il gonfalone dell’Accademia. La Sala della Ragione del comune di Anagni anche quest’anno ha ospitato onorevolmente l’evento; gremita di gente ha atteso l’arrivo dei numerosi premiati e si è prestata a teatro per le esibizioni del coro Pro Arte del maestro Maurizio Sparagna e della Banda della Scuola Trasporti e Materiali Esercito Italiano diretta dal Maresciallo Fioravante Santaniello. Ed è dalla bacchetta di quest’ultimo che ha avuto il via la cerimonia sulle note dell’Inno di Mameli e dell’Inno della Stato Pontificio, ascoltati in piedi e in rigoroso silenzio dagli astanti. Gli applausi ancora non terminano e, sorridente ed efficiente come ogni volta, il Prof. Gaetano D’Onofrio ha fatto gli onori di casa, dando il benvenuto al pubblico. Un’altra interessante novità di questa edizione è stata proprio la presentazione, gestita in una sorta di staffetta dall’appena menzionato D’Onofrio – che ha introdotto la parte iniziale dei discorsi – e da un volto noto della televisione pubblica italiana, il Dott. Luca Di Nicola, giornalista ed ex-conduttore di Uno Mattina, che ha proseguito a dirigere la cerimonia in modo professionale e serio, senza rinunciare a divertenti battute sugli ospiti che hanno reso piacevole la sua conduzione. Un altro momento musicale ha riscaldato il pubblico: il coro Pro Arte ha eseguito l’Inno dell’Accademia Bonifaciana, “Fede,Scienza e Virtù”, composto dal Prof. Cesare Marinacci, docente al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma nonché direttore artistico del premio. Le voci amalgamate all’armonioso suono del pianoforte, suonato dal maestro Marco Attura, hanno diffuso le parole dell’inno che narra di Bonifacio VIII e delle sue opere. Dopo le piacevoli esibizioni musicali si è dato spazio ai discorsi iniziali di benvenuto, inaugurati dal primo cittadino, il Sindaco di Anagni Carlo Noto, che ha salutato tutti gli ospiti, ringraziato l’Accademia Bonifaciana e rivolto un saluto particolare a Mons. Lorenzo Loppa, vescovo della diocesi Anagni-Alatri e presidente onorario della stessa Accademia, che ha definito un’ottima guida per l’intera popolazione anagnina. Ed è stato proprio il vescovo a prendere la parola dopo di lui; nel suo discorso ha riassunto in breve la storia del Premio Bonifacio ed ha fatto i complimenti all’Accademia per il lavoro che svolge; ha ricordato anche la figura del papa Caetani che con la proclamazione del primo giubileo ha lasciato un segno indelebile nella storia, non solamente della Chiesa, ma di tutti gli uomini. Proseguendo con gli ospiti è stata la volta dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone Danilo Campanari che ha portato i saluti dell’Amministrazione e, anche lui soffermandosi sulla figura di Bonifacio VIII, ha rimarcato che “dobbiamo essere orgogliosi di questo Papa, non dobbiamo mai vergognarcene”. Tra le autorità civili non poteva mancare una figura di spicco per la nostra provincia, il Prefetto Dott. Piero Cesari, tra l’altro uno dei premiati della serata, che ha commentato il Premio definendolo un onore per la Ciociaria e, parlando poi di Bonifacio VIII, ha ironicamente detto che “il suo unico neo è stato quello di aver incontrato Dante Alighieri, che di lui ha scritto quel che tutti sappiamo”. Il filo conduttore dei discorsi è stato quello dell’orgoglio per questa nostra terra e il riconoscimento all’Accademia per l’ottimo lavoro che svolge. Il Sen. Mario Baccini ha infatti ricordato le sue origini ciociare, da parte della madre e ha detto che “la Ciociaria ha dato tanti uomini e donne alle nostre istituzioni”; Si è augurato che “il messaggio di pace di questo evento possa rimanere “intrappolato” nella rete solidale che si sta creando. Quando la solidarietà diventa fraternità allora possiamo dire di aver raggiunto il massimo” e ha definito l’Accademia Bonifaciana come il famoso “cucchiaio” di cui parlava S.Agostino per svuotare il mare, che in questo caso rappresenta il male che c’è intorno a noi. Dopo il vice presidente del Senato il consulente morale ed ecclesiastico dell’accademia, Mons. Valentino Miserachs Grau preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma,  ha raggiunto il palco per il discorso confessando di “essere emozionato di trovarsi nella terra di Licinio Recife, che studiò al Collegio Leoniano” ed ha arricchito il suo saluto concludendo con un “piccolo pensiero spirituale: e’ importante premiare le persone meritevoli la virtù, ma ciò nulla aggiunge al loro valore; è invece un grande contributo alla società che deve prenderli come esempio.” Ha succeduto in scaletta il Console di Malta presso San Marino, Luigi Lombardo, che con vero piacere ha “aderito all’invito a questo importante simposio in cui vengono trattati temi culturali, di pace. Io vengo da L’Aquila, dalla città di Mons Ottavini, ex vescovo della diocesi Anagni-Alatri, e ho potuto vedere che queste due realtà hanno un profondo legame. Quella di stasera è una splendida manifestazione per creare le fondamenta per la pace, l’amicizia e la collaborazione tra i popoli.” L’ultimo discorso, ma non tale per importanza, è stato quello del Presidente Cav. Dott. Sante De Angelis il quale ha esordito con i saluti di rito a tutti gli ospiti seduti dinanzi a lui, le autorità civili,religiose e militari e poi si è rivolto a tutti i presenti in un lungo ma appassionato discorso in cui ha ringraziato la Congregazione delle Suore Cistercensi della Carità “alla quale sono legato fin dalla mia prima fanciullezza e che la Provvidenza ha poi voluto che diventassi il Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della loro fondatrice, la serva di Dio l’anagnina Suor Claudia De Angelis della Croce”; ha menzionato i messaggi pronunciati per l’occasione dal Santo Padre Benedetto XVI , dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , dal Prefetto Cesari e dal Presidente del Consiglio Regionale del Lazio On.Guido Milana; nel suo discorso non sono mancati anche cenni ad iniziative che l’Accademia ha intenzione di intraprendere come la visita presso il Comando Unifil Onu in Libano, la creazione di una Scuola di Formazione all’impegno religioso,sociale e politico con relatori d’eccezione come il Prof. Veronesi, il Rabbino Capo di Roma e i cardinali Marchisano e Poupard, il gemellaggio ufficiale con la “The Anglo Italian Institut” – Università di Worcester ed infine l’incontro con il Patriarca di Venezia, il Cardinale Angelo Scola, per il conferimento del Premio Internazionale Bonifacio VIII: il presidente De Angelis ha poi elencato tutte le iniziative portate a termine dall’Accademia quest’anno e, ringraziando tutti coloro che hanno collaborato, ha inaugurato la cerimonia vera e propria con la consegna del primo premio nazionale. L’ambita opera bronzea del Maestro Egidio Ambrosetti raffigurante Bonifacio VIII, indiscusso “marchio di fabbrica” del Premio, è stata consegnata al presidente della Banca Popolare del Cassinate Dott. Donato Formisano che ha promesso di voler sostenere economicamente questa iniziativa già dal prossimo anno; a Pietro Vertechi, autentico genio ciociaro, studente liceale che ha vinto le Olimpiadi Nazionali di Matematica e si è classificato al quarto posto di quelle internazionali; alle religiose dei Sacri Cuori di Gesù e Maria di Roma salite sul palco assieme a 5 bambini che hanno regalato al pubblico un momento di tenerezza recitando all’unisono una poesia scritta insieme alle suore dal titolo “Spendi l’Amore”; all’illustre cittadino di Trevi nel Lazio, Porfirio Grazioli che ha ricordato l’importanza del dialetto e proprio con una frase del suo paese ha salutato il pubblico “Parla come magni ca’ pure te capiscio”; al vaticanista dott. Gianluca Barile; al maestro Itala Bolano, che conduce un’intensa attività artistica con pitture dedicate a Mario Luzi, alla vita di Cristo e alle vicende di Napoleone; al Commendatore al Merito della Repubblica Italiana e dell’Ordine di San Silvestro Papa Antonio Mario Carofalo; ad un altro noto vaticanista, che attualmente scrive per “Il Giornale”, il dott. Andrea Tornielli; ad un ospite d’eccezione, un discendente del famoso papa a cui è intitolato il premio, il Conte Gelasio Caetani D’Aragona Lovatelli, il più noto winemaker italiano nonché instancabile raccontatore del vino; al Gruppo Medievale Colle S.Angelo di Anagni che è entrato sfilando e danzando, rappresentato dalla Signora Anita Russo; ed infine, l’ultimo premio nazionale, è stato consegnato alla Banda della Scuola Trasporti e Materiali dell’Esercito Italiano, che nuovamente è salita e si è schierata sul palco per eseguire una marcia a chiusura della sezione “nazionale” del premio e per introdurre quella Internazionale. Ed è proprio questa sezione che annovera gli insigniti più prestigiosi a cominciare dal Vice Presidente del Senato Baccini che entusiasta commenta: “Ricevere il Premio Internazionale “ Bonifacio VIII “ è per me , cari amici di Anagni, un momento importante della mia vita personale e politica perché è un premio che mi fa riflettere su questa grande utopia che è la Pace. E’importante discutere di pace, troppe volte siamo presi dalla nostra vita quotidiana e ci dimentichiamo che molti popoli del mondo non conoscono quello che per noi è un dato di fatto scontato e normale e cioè vivere in pace insieme alle nostre famiglie. Signor presidente De Angelis, è grazie a te e all’Accademia che tu cosi ben rappresenti che siamo oggi qui a dare, ognuno per la propria parte, un contributo per promuovere gli autentici valori umani e cristiani per creare un mondo più giusto e fraterno, dove tutte le civiltà si possano incontrare e dialogare nel rispetto reciproco e insieme costruire una autentica cultura di pace e fratellanza. Nel solco degli insegnamenti di Papa Bonifacio VIII, giunti fino a noi grazie al lavoro di testimonianza fatto in questi anni dall’Accademia Bonifaciana, desidero ringraziarvi per il lavoro che in tutti questi anni avete svolto nell’ambito sociale e del volontariato”. È stato poi insignito del premio il Prof. Dott. Carlo Bertolini, che ha avuto l’onore di frequentare quotidianamente Sua Santità Giovanni Paolo II per le sue esigenze di riabilitazione, essendo Bertolini, ordinario presso il policlinico universitario Gemelli di Roma. A seguire è stata la volta di un nostro concittadino, l’On. Dott. Paolo Tuffi, ex Primo Cittano e deputato alla Camera e attualmente anche apprezzato artista in campo nazionale e internazionale; è sua infatti l’opera in mostra sul palco, raffigurante il gonfalone dell’Accademia e sua è stata la mostra del 3 novembre dal titolo “Culture distanti” che ha inaugurato il premio. Un “Bonifacio internazionale” anche al Dott. Roberto Spingardi, manager d’azienda e direttore generale di Sviluppo Italia Spa. “Quando ho saputo di questo premio mi sono chiesto perché avessero scelto me…Poi ho associato l’etica del perdono e dell’indulgenza di Bonifacio VIII al mio lavoro, visto che ogni giorno ho a che fare con imprese e aziende che hanno molto da farsi perdonare” è stato il simpatico ma serio commento che l’Avv. Prof. Antonio Catricalà, Presidente dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, ha rilasciato dopo la consegna del premio. Attesissimo da tutti è salito poi sul palco per ricevere la scultura del Maestro Ambrosetti l’On. Dott. Gianni Letta, giornalista di chiara fama e braccio destro del Cav. Berlusconi,che ha dichiarato che “E’ con grande soddisfazione che va riconosciuto all’ideatore del premio, il presidente dell’Accademia Sante De Angelis il merito di saper riproporre, ogni anno con rinnovato vigore, una manifestazione di grande rilevanza sociale e culturale. Oltre al prestigio delle personalità a cui, in campo ecclesiale, civile, politico e culturale, fin dagli esordi l’Accademia conferisce l’ambito riconoscimento, la V edizione del Premio Bonifacio VIII si presenta, ancora una volta, come un evento in grado di catalizzare l’attenzione sulla figura di Benedetto Cajetani, un pontefice che ha segnato la storia sia sotto il profilo religioso che politico”; Gianni Letta ha ricevuto il premio dalle mani di Sante De Angelis, del segretario dell’Accademia Mauro Camicia e dell’On. Europarlamentare Antonio Tafani, ospite dell’evento. Un insignito “militare” è stato il Generale Giovanni Marizza, uomo di pluriennale esperienza in missioni di pace dove ha comandato anche il contingente italiano della Forza Mobile della Nato e la Brigata Alpina Julia ed attualmente è a capo di un gruppo di pianificazione della Nato; oltre a questo è giornalista e scrittore di numerosi libri e saggi su argomenti storici e sulle moderne operazioni di supporto alla pace. Particolarmente toccante e sentito anche il discorso del Prefetto Cesari, anche lui premiato nella sezione internazionale: “Il prestigioso riconoscimento internazionale, ideato dall’Accademia Bonifaciana della stupenda Città di Anagni, in cui in ogni angolo si assapora il profumo della storia e dove sembra che l’arte, proprio lì, abbia trovato la sua naturale dimora, mi riempie di forte emozione. I valori che hanno ispirato il premio sono da ricercarsi in quel tessuto profondamente cristiano in cui il senso della vita è ispirato alla carità, alla solidarietà,a vivere la vita dell’uomo a favore di un altro uomo. Ciò significa che l’Accademia Bonifaciana si caratterizza per il suo spessore spirituale e morale della vita”. La cerimonia di consegna dei premi si è chiusa con uno molto importante e particolarmente “internazionale” perché a riceverlo è stato S.E. Micheal Tabong Kima Ambasciatore del Camerun in Italia che ha pronunciato un discorso in inglese, prontamente tradotto da Luca di Nicola, dicendo che nei paesi africani è ancora più forte il messaggio di questo premio e ha concluso con un “God Bless You” rivolto ai presenti. La V edizione del premio è giunta al termine tra gli scroscianti applausi del pubblico e degli ospiti d’eccellenza che durante tutta la manifestazione hanno mostrato vivo interesse per questi importanti premi conferiti e per tutta la manifestazione artistica che ha fatto da cornice. Anche questa volta il Premio Bonifacio VIII è riuscito a rendere Anagni protagonista, centro nevralgico da cui parte l’intensa opera che l’Accademia Bonifaciana persegue ogni giorno e in cui culmina grazie proprio alla consegna di questi premi, che simboleggiano veramente una cultura della pace.

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