Frosinone

Sabato 28 luglio 2001
PIano sanitario
Interrotte le trattative

Si complica la trattativa sulla nuova dotazione organica dell'Ausl e sul piano sanitario locale.
Con una decisione per alcuni versi sorprendente, diverse sigle sindacali (Ugl, Snatoss, Fapas-Sunas, Adass-Fares-Usppi, Fasil-Fenspro, Ani-Lasc, Unsiau e Cisas, hanno rotto le trattative. Lo hanno comunicato con una nota inviata al direttore generale Cavallotti, al Presidente della Giunta Regionale, all'assessore Saraceni, al presidente della commissione Foglietta ed al sindaco Domenico Marzi nella sua veste di Presidente della Conferenza locale per la Sanità.
«Le scriventi organizzazioni sindacali fanno presente che tuttora la direzione aziendale non ha ritenuto di dover integrare le lacune evidenziate nella nostra precedente nota e, con palese insensibilità alle richieste sindacali (dando ragione a chi sostiene che la concertazione in essere sia più un rituale formale che sostanziale) ha comunicato che gli elaborati già consegnati "sono più che sufficienti" per esprimere i pareri. Inoltre, essendo la riorganizzazione aziendale e la dotazione organica materia rientrante tra le prerogative del Comitato di Rappresentanza della Conferenza Locale della sanità e non avendo questo organismo ancora esercitato in proposito alcuna valutazione, per serietà, trasparenza, rispetto dei ruoli istituzionali e per le quotidiane prese di posizione di molti sindaci del comprensorio e di altri soggetti istituzionali, le organizzazioni sindacali non ritengono di poter concertare nulla prima che sia espletato questo fondamentale adempimento istituzionale.
In data odierna, per le ragioni di cui sopra, le scriventi organizzazioni hanno per la seconda volta rotto le trattative ed abbandonato il tavolo sindacale. Saranno disponibili a riprendere la concertazione dopo che gli elaborati, completati dalle integrazioni richieste, una volta avuto il via libera dal Comitato di rappresentanza della Conferenza locale della sanità, risulteranno definitivi ed ufficiali. Ciò per il rispetto che tutti debbono alle leggi ed alle istituzioni ed in ossequio al principio normativo e democratico secondo il quale i Comuni esprimono il bisogno sanitario della popolazione.