Cronaca di Frosinone

Domenica 22 luglio 2001

SANITÀ
Le liste di attesa sono troppo lunghe L’Ugl: bisogna intervenire subito

di SILVANO CIOCIA

Le liste di attesa? Ancora sono lunghe quasi interminabili e gli utenti ancora una volta reclamano perché il problema non si risolve anzi in questo periodo si aggrava ulteriormente per la ferie del personale». E’ Franco Sabellico della Ugl che parla: «Assistiamo a lunghe liste di attesa per ottenere un esame o una visita specialistica. Basta pensare che per una ecografia la prenotazione supera i tre mesi mentre per una mammografia sino al 15 dicembre e cosi anche per un esame Tac e Doppler. »
Questo succede al San. Benedetto di Alatri anche se sono stati aperti al pubblico ambulatori nel pomeriggio con alcune prestazioni specialistiche dove si può prenotare tramite telefono. «Manca però l’apertura dello sportello ticket - afferma sempre Sabellico - per cui all’utente viene data sì la possibilità di prenotarsi da casa ma è poi costretto a recarsi più volte presso la struttura prima per il pagamento del ticket e poi per la prestazione. »
L’ambulatorio ortopedico seppure supera le 8 mila prestazioni annue da diverso tempo non effettua visite ordinarie agli esterni ( carenza di personale e notevole numero dei richiedenti) .E’ ormai nota la grave carenza di personale addetto all’assistenza che oltre ad espletare il turno di lavoro a volte asfissiante , spesso è costretto ai doppi turni con l’aggravio della sospensione del riposo settimanale dovuto. Tutto ciò mortifica la professione e non garantisce la qualità del servizio- afferma la Ugl - forse sarebbe utile una verifica dell’assegnazione del personale attualmente in servizio». Alla luce di quanto sopra Franco Sabellico della Ugl invita la Direzione dell’Ausl «ad una più attenta e razionale organizzazione per garantire all’utente il servizio ed agli operatori una più qualificata espressione professionale con il convincimento che è tutto possibile con il nuovo impegno. «Occorre un’ inversione di rotta affinché il tutto non resti come prima o peggio di prima» conclude.