Cronaca di Frosinone

Giovedì 6 Giugno 2002
Isola Liri
L’Asl è morosa, l’erogazione idrica sospesa agli ambulatori

di PAOLO CARNEVALE

Rubinetti chiusi in un ambulatorio per.. morosità. Una morosità ben giustificata, vista la macroscopica bolletta di circa 40 milioni di euro ( più o meno 800 milioni di vecchie lire) di cui è stato chiesto il pagamento, a testimonianza di più di dieci anni di spettanze non pagate. Tutto si è poi risolto, almeno per il momento; ma il contrasto tra i "morosi" e l'ente erogatore rimane, e rischia di trascinarsi a lungo. L'incredibile vicenda si è verificata non più tardi delle 10 di ieri al poliambulatorio ex Inam di Isola del Liri. Più o meno a quell'ora infatti una squadra composta da un dirigente e da quattro operai della sezione di Isola del Liri del Consorzio Acquedotti degli Aurunci si è presentata presso la struttura sanitaria, situata nel pieno centro cittadino. La delegazione, di fronte agli impiegati sbigottiti, ed ai medici del centro sanitario, ha chiarito la contestazione. E gli operai hanno quindi provveduto a porre i sigilli alle condutture che erogavano l'acqua, lasciando di fatto tutti senza servizio. Una mancanza che, va detto per la tranquillità di tutti, non è durata moltissimo tempo. Circa un paio d'ore dopo infatti, una comunicazione urgente è stata mandata alla direzione provinciale dello stesso Consorzio, chiarendo che, a norma di legge, non era consentito interrompere in maniera così immediata il servizio idrico ad una struttura sanitaria. Ed è così che, intorno alle 12 della stessa mattinata di ieri, i rubinetti chiusi sono stati di nuovo riaperti.
È però rimasto lo sconcerto per una misura del genere, spia di una situazione non certo tranquilla a livello di Asl. E su questo ha posto l'accento il dottor Eleuterio D'Ambrosio, medico all'interno della struttura, ed anche assessore alla sanità del comune della cascata. Ed è appunto in questa seconda veste che il dottore ha spedito al consorzio il fax che ha consentito il ripristino del servizio. «Sono più di dieci anni che questa storia va avanti- ha detto il dottore-, e certo non si può addebitare tutto al povero manager Cavallotti- ma certo le bollette dovrà pagarle l'Asl. Io mi sono limitato a dire che non si sospende l'acqua in un centro sanitario con 50 dipendenti e che serve migliaia di persone. Per fortuna- ha concluso- tutto è andato bene». Per ora.