Lazio

Mercoledì 30 Gennaio 2002
L’assessore alla Sanità in contatto con la Prefettura: se sarà necessario è pronta una task force per affrontare l’emergenza influenza
«Manderemo i malati in clinica»
Ospedali pieni, Saraceni invita le Asl a cercare posti ovunque: «Ma la situazione non è critica»

di MARCO GIOVANNELLI

Ospedali verso il tutto esaurito: colpa dell’influenza, male di stagione, e delle sue complicanze. Nei pronto soccorso mancano però anche le barelle e trovare un letto nei nosocomi romani non è proprio un gioco da ragazzi. Anzi, proprio ieri un’anziana è rimasta “parcheggiata" in chirurgia: da sabato era in attesa di un posto in rianimazione ma quando l’ospedale di Subiaco ha dato la disponibilità per il ricovero, le condizioni della donna si era aggravate e quindi non era più trasportabile. E ieri l’assessore regionale alla sanità Vincenzo Saraceni ha invitato i direttori generali delle Asl a cercare posti letto anche nelle case di cura convenzionate per far fronte ad un’eventuale emergenza. Per il Prefetto Emilio Del Mese, la «situazione non è drammatica ma c’è qualche difficoltà».
Tutto esaurito, assessore, ma cosa succede a Roma?
«Gli ospedali sono affollati, ma la situazione non è preoccupante. L’ospedale più in crisi è il Pertini che sconta problemi strutturali ricadendo in una zona molto vasta e assai popolosa. Ho chiesto al direttore generale della Asl di attivarsi per trovare altri posti letto in strutture convenzionate della zona. In particolare c’è Villa Fulvia che è accreditata alla Regione ma ha anche letti in più e ne ha messi a disposizione 27. Potrebbe essere questa la soluzione per tamponare l’emergenza al Pertini ma anche in altre Asl. Tutti i direttori generali sono stati allertati in questo senso in modo da creare una sorta di camera di compensazione quando ci sono i momenti più difficili. Ci sono ospedali come il Pertini o le Figlie di San Camillo che sono comunque in sofferenza e quindi credo necessario rivedere anche il piano di zonizzazione della sanità romana per verificare nuovi percorsi per l’emergenza. Per fortuna quest’anno abbiamo fatto un grande sforzo per la campagna di vaccinazione gratuita contro l’influenza e 800mila anziani sono stati vaccinati. Mi appello anche ai medici di famiglia dai quali mi aspetto un aiuto e il loro massimo sforzo per evitare i ricoveri non necessari».
Questa situazione è determinata solo dall’influenza?
«Quando ci sono episodi influenzali, le complicanze sono soprattutto cardiologiche e respiratorie. Di conseguenza, a catena, soffrono tutte le strutture ospedaliere. Ad esempio al San Giovanni sono stati messi a disposizione del Dea 18 letti che dipendono da altri reparti
La situazione dei posti letti è in tempo reale oppure ci sono reparti che comunicano la loro disponibilità di posti prima delle dimissioni dei pazienti per assicurarsi comunque dei letti?
«E’ un fenomeno marginale, quest’ultimo, con i collegamenti informatici che ci sono ora è difficile barare».
In questa situazione di emergenza, nei pronto soccorso spesso non ci sono nemmeno le barelle e quelle delle ambulanze vengono utilizzate nelle sale di attesa bloccando il servizio di emergenza.
«Verissimo. Ho chiesto conto ai direttori generali anche di come sono organizzati i pronto soccorso. E’ però altrettanto vero che le barelle vengono meno nelle situazioni limite. Insomma, non è la prassi».
Sull’emergenza di queste ore ha coinvolto il Prefetto?
«Ci siamo sentiti al telefono un paio di volte e non abbiamo ritenuto necessario, almeno per ora, convocare una riunione così come avevamo intenzione due settimane fa quando la situazione era più grave. Sono comunque sempre pronto a riunire una task force se dovesse scattare l’emergenza. Intanto stiamo monitorando tutti i giorni la situazione per non farci trovare impreparati».
Che previsioni sanitarie ci sono per i prossimi giorni?
«Il picco dovrebbe attenuarsi: la temperatura è salita e non c’è più il freddo dei giorni scorsi che avrebbe provocato maggiori complicanze, le condizioni meteorologiche sono favorevoli».
Ma non si possono prevedere o prevenire queste situazioni?
«La prevenzione è solo il vaccino. Le previsioni si possono fare ma sono sempre aleatorie. I direttori generali sono stati allertati per trovare altri posti letto anche all’interno degli ospedali ma serve molta flessibilità. Eppoi sarebbe assurdo allestire una struttura sanitaria solo per affrontare le emergenze nel periodo dell’influenza e poi tenerla inoperativa il resto dell’anno».