Cronaca di Frosinone

Giovedì 18 Luglio 2002
Ceccano/Cgil, Cisl e Uil: «Se portano via i macchinari, addio possibilità di eseguire interventi chirurgici»
«Ospedale sempre più penalizzato»
Grido d’allarme dei sindacati: la Asl sta smantellando la sala operatoria

di CLEMENTE RINALDI

Sull'ospedale di Ceccano torna a farsi minaccioso lo spettro del declassamento. A dirsi preoccupate per il futuro della struttura sanitaria sono le organizzazioni sindacali. Secondo Domenico Battista (Cgil), Filippo Mancini (Cisl) e Alberto Matassa (Uil), la camera operatoria non solo rimane chiusa ma rischia di perdere addirittura quello che già possiede. «Giungono voci sempre più insistenti - scrivono i tre sindacalisti in una lettera inviata ai vertici della Asl - di un imminente prelievo, dalla dotazione della sala chirurgica di prossima riattivazione, dell'amplificatore di brillanza e di altri strumenti. Questo non deve accadere perché è ormai da lungo tempo che l'ospedale aspetta l'apertura della camera operatoria. In caso contrario, verrebbe dimostrata, in barba alla recenti promesse, la poca volontà circa l'uso della sala stessa e, in generale, il decollo del nosocomio». In effetti il "Santa Maria della Pietà" è come un colosso dai piedi d'argilla, una struttura dalle grandi potenzialità ma assolutamente sotto utilizzata. La Regione ha speso quasi 15 miliardi di lire per riconvertire l'ex manicomio di Via Borgo S. Lucia. Il risultato è quello di avere ora una "scatola" in sostanza vuota: appena una quarantina di posti letto, di cui la metà riservati alla Medicina, il resto destinati alla Psichiatria; un pronto soccorso senza sala chirurgica; malati bisognosi di cure specialistiche dirottati verso gli altri presidi della Ciociaria. «Eppure nell'ospedale - affermano Battista, Mancini e Matassa - esiste un'intera ala vuota che, come da "Piano Sanitario Provinciale", dovrebbe essere occupata dalla camera operatoria, appunto, da un reparto di Ortopedia, da una Unità di Day Surgery (ambulatorio per piccoli interventi, n.d.r.) e da un Day Hospital dermatologico». I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno scritto anche al sindaco Antonio Ciotoli chiedendogli di attivarsi per quanto di sua competenza.