Cronaca di Frosinone

Giovedì 26 Settembre 2002
I fondi stanziati dalla Regione riescono a soddisfare solo una richiesta su quattro. La Asl: «Casse vuote, stiamo anticipando noi»
Malati per caso: pochi soldi per gli indennizzi
In 363 hanno contratto infezioni dopo trasfusioni e vaccini, ora chiedono il risarcimento

di DIANA ISABELLI

Ancora malasanità in Ciociaria. Sono 363 i malati della Provincia di Frosinone che hanno chiesto di essere indennizzati per aver contratto infezioni croniche (come epatiti, aids, poliomelite) a causa di trasfusioni o vaccinazioni, gran parte delle quali effettuate negli ospedali ciociari.
Corrispondono a circa il 30% delle richieste avanzate in tutta la regione Lazio, ma rappresentano solo una parte delle persone contagiate. Finora infatti in pochi sapevano che una legge (la numero 210 del 1992) riconosce loro il diritto all'indennizzo economico.
«Le Asl non hanno mai informato i cittadini né della possibilità di ottenere un indennizzo, né delle precauzioni da prendere per ridurre il rischio di contrarre infezioni, che, se pur diminuito, ancora c'è - afferma Teresa Tosi, presidente de "I Delfini", la neo associazione nazionale no-profit per l'assistenza medico-legale e sociale dei contagiati. Il nostro obiettivo - continua Teresa Tosi - è anche tutelare il resto della popolazione tramite attività di prevenzione ed informazione. Ad esempio, molti genitori non sanno che prima di sottoporre il proprio bambino alle vaccinazioni, obbligatorie e non, sono indispensabili determinati esami del sangue per verificare lo stato delle difese immunitarie; oppure che non bisogna vaccinarli se non sono trascorsi almeno 20 giorni da una eventuale cura antibiotica».
In Ciociaria sono già 50 gli iscritti all'associazione "I Delfini", lo conferma il responsabile della sezione di Frosinone, Mario Leonetti: «E' un buon risultato, considerando che l'associazione è nata quest'anno. Comunque molti altri malati stanno per iscriversi: solo ora sono venuti a conoscenza della legge per ottenere un risarcimento».
L'indennizzo previsto dalla 210 varia in funzione della gravità della malattia (valutata dalla commissione medico ospedaliera di Roma) e spetta solo a chi ne fa richiesta entro tre anni (o dieci nei casi di infezioni da Hiv) dal momento in cui si è venuti a conoscenza della malattia. Inoltre è cumulabile con ogni altro emolumento e viene rivalutato annualmente, sulla base del tasso di inflazione programmato. I benefici spettano anche al coniuge (e al figlio) che risulti contagiato.
Intanto la Asl di Frosinone ha avviato, dal 18 febbraio 2002, i pagamenti degli indennizzi. Duecento malati stanno percependo un assegno bimestrale, che mediamente si aggira intorno ai 1100 euro. Per ora, però, la regione Lazio ha stanziato solo € 396.715 (780 milioni di lire), sufficienti a soddisfare il 25% del fabbisogno annuale. «Stiamo anticipando noi i soldi necessari - spiega Paolo Belmonte della ragioneria Asl - occorrono almeno € 1.550.000 (3 miliardi di lire). Stiamo pagando anche gli arretrati, fino al 31 dicembre 2001, e cinque assegni "una tantum" (di € 77.500 ciascuno) che vanno agli eredi dei malati deceduti».