Cronaca di Frosinone

Venerdì 7 Marzo 2003
Conti in tasca a deputati e senatori/Boom di Giulio La Starza: il reddito è passato, in un anno, da 99 a 223 milioni di vecchie lire
Quegli stipendi “poco onorevoli"
Paperon de’ Paperoni si conferma Italico Perlini. Il più povero è Flavio Tanzilli

di MASSIMO CECI

I parlamentari ciociari vivono di politica. La loro attività per il Paese fa perdere colpi anche alla più avviata delle professioni. È quanto emerge dalla pubblicazione dei dati relativi alle loro dichiarazioni dei redditi da parte del Parlamento (per l’anno 2001).
Questa la graduatoria per “censo" (lordo): al primo posto Italico Perlini di Forza Italia con 950 milioni di vecchie lire; al secondo Mauro Cutrufo dell’Udc, con 306 milioni di lire dichiarati; al terzo Giulio La Starza di Alleanza nazionale con 233 milioni. Seguono Benito Savo (Fi): 214 milioni; Oreste Tofani (An): 198 milioni; Flavio Tanzilli (Udc): 176 milioni.
Si riconferma in testa ai politici “Paperoni" della provincia di Frosinone, dunque, l’avvocato civilista Italico Perlini: il suo reddito lordo è passato dai 730 milioni di lire del 2000 ai 950 del 2001. «È un aumento dovuto in larga parte alla mia attività di parlamentare - spiega Perlini - Ma i dati ingannano: da quando sono entrato in politica, in verità, ci ho rimesso. Se prima di diventare parlamentare ero al 2230° posto in Italia, guadagnando un miliardo e 230 milioni di lire con la mia sola professione di avvocato, oggi prendo 900 milioni, indennità parlamentare inclusa». Ma il bilancio familiare viene compensato dal reddito della moglie che, a sua volta, vanta altri 86 milioni di lire annui lordi.
Sulla stessa lunghezza d’onda il commento dell’onorevole Benito Savo, medico gastroenterologo di Torrice, piazzatosi al quarto posto (su sei) tra i parlamentari eletti in Ciociaria. Il suo reddito lordo annuo è passato dai 140 milioni di lire del 2000 ai 214 del 2001. «Questo dimostra che come parlamentare - commenta Savo - guadagno di più che come medico. Quello del politico è un mestiere duro e impegnativo. Per Frosinone, poi, c’è molto da fare e io ho dovuto sacrificare la mia professione. La maggior parte del mio reddito attuale coincide con l’indennità parlamentare».
Ma a quanto ammonta questa benedetta indennità parlamentare? A qualcosa come 21 milioni di lire lordi mensili (quasi 11 mila euro). Dei quali, però, ben 12 vengono trattenuti dallo Stato sotto forma di ritenute fiscali. In sostanza, la busta paga del parlamentare italiano ammonta a 4.700 euro al mese netti. Al reddito complessivo lordo, dunque, bisogna togliere circa 240 milioni di lire per avere la panoramica del reddito sfruttabile dal parlamentare. I soldi in più (o in meno...), invece, sono il risultato del lavoro e della professione privati del singolo senatore o deputato. E ai parlamentari ciociari le attività private non sembra vadano granché bene: troppa dedizione alla politica? «Forse qualche collega ha “dimenticato" di inserire alcune voci nella sua dichiarazione dei redditi», chiosa Perlini.
«Io sono dirigente d’azienda in aspettativa. Il mio stipendio era inferiore a quello che percepisco oggi come parlamentare - riflette Mauro Cutrufo - Se avessi seguitato a dedicarmi all’azienda oggi sarei direttore generale e il mio stipendio sarebbe equivalente, pressappoco, all’indennità parlamentare. Perciò non mi lamento, e non mi pento di essermi dedicato alla politica». Ma lei ha avuto un incremento di quasi 100 milioni di lire (da 212 a 306), come lo spiega? «Io ricopro anche la carica di Questore, perciò ho diritto ad un piccolo emolumento in più».
L’onorevole Giulio La Starza è invece salito di molto: da 99 a 233 milioni di lire il suo incremento annuo lordo. «Prima del 2001 non ero parlamentare - precisa la Starza - e svolgevo solo attività di dipendente. Oggi, invece, guadagno l’indennità parlamentare e anche qualcosa come consulente. Molto poco, però: in realtà faccio il parlamentare a tempo pieno». Appunto.