Cronaca di Frosinone

Martedì 13 gennaio 2004

I medici bocciano i controlli della Finanza
L’ordine chiede di rivedere la delibera Asl: «Violazione della privacy dei pazienti»

di MARCO PAPOLA

Camici bianchi allergici ai controlli oppure paladini della privacy dei pazienti? Tutela della riservatezza e della deontologia professionale, risponde l’ordine dei medici della provincia di Frosinone, che ha ”bocciato” la delibera numero 2702 della Asl. Atto che istituisce il ”Protocollo d’intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra azienda sanitaria e comitato provinciale della guardia di finanza in materia di controllo della spesa sanitaria”.
Tradotto: l’azienda del manager Mirabella affida alle Fiamme Gialle il compito di scovare eventuali illeciti in materia sanitaria. E i medici ciociari chiedono di rivedere la delibera. Anche sulla base di un parere legale firmato dall’ex magistrato di Cassazione (ora avvocato) Gianfranco Iadecola. L’ex giudice (che si è occupato anche della strage di Bologna) solleva perplessità in materia di privacy: i pazienti infatti forniscono ai medici dati strettamente personali. Che finirebbero anche sotto gli occhi della guardia di finanza. Il consiglio dell’ordine ha spedito quindi alla direzione aziendale la richiesta di fare marcia indietro, allegando il parere legale dell’ex toga della suprema corte.
Ma che cosa devono controllare i militari del colonnello Ragozzino? Tutto ciò che costituisce un’uscita per le casse statali. Previsti monitoraggi sugli elenchi delle case di cura convenzionate, degli esentati dal ticket, delle prescrizioni per la zootecnia. Ma anche il controllo su tabulati che riportano i dati di ogni medico, i farmaci prescritti, le quantità, la casa farmaceutica produttrice.
Un ”grande fratello” che vaglia tutta l’attività sanitaria. E mentre il presidente dell’ordine sceglie la linea del silenzio, il manager della Asl Carlo Mirabella parla di «un momento di buona amministrazione. Solo questo l’intento dell’azienda sanitaria». Ma, da medico, aggiunge: «Posso immaginare che i colleghi non vogliano sentirsi ”indagati”, non intendano subire una sorta di processo alle intenzioni. Ma posso anche aggiungere che la nostra decisione è stata presa in assoluta buona fede. Di più non aggiungo, anche perché non ho ancora esaminato il parere dell’avvocato incaricato dall’ordine». Neanche un accenno, da parte del manager, alla possibilità di fare marcia indietro.
Fino al 31 dicembre, data di scadenza del protocollo d’intesa, sarà la guardia di finanza a sorvegliare le casse della sanità ciociara.